
Ernia o protrusione discale: differenze e cure chiropratiche
Dolore alla schiena, sensazione di intorpidimento e debolezza sono sintomi comuni a diverse problematiche della colonna vertebrale, come per esempio l’ernia o la protrusione discale.
Per questo motivo è difficile capire autonomamente, senza consultare uno specialista, se si è affetti da ernia del disco o da protrusione discale.
In questo articolo, ti forniremo alcune informazioni utili per aiutarti a capire la differenza tra queste due problematiche e ti spiegheremo in che modo la chiropratica può esserti d’aiuto.
Partiamo dalle basi: cosa sono i dischi intervertebrali
I dischi intervertebrali sono delle strutture interposte tra le vertebre della colonna vertebrale. La loro altezza è di circa 14 mm e sono composti da una parte elastica centrale e una parte esterna contenitiva.
Il nucleo centrale, formato per la maggior parte da acqua, permette di ammortizzare i movimenti della colonna vertebrale e funge come una specie di cuscinetto, attutendo quelli più intensi che altrimenti potrebbero causare dei traumi.
Durante la giornata, quando vengono sottoposti dalla forza di gravita alla pressione da parte delle vertebre, i dischi eliminano naturalmente i liquidi e riducono il loro spessore; non c’è nulla di cui preoccuparsi perché durante la notte, infatti, riacquistano autonomamente i liquidi persi.
Se sottoposti a sforzi eccessivi, però, i dischi intervertebrali hanno difficoltà a reidratarsi e questa condizione causa alcune problematiche (discopatie) come l’ernia o la protrusione discale.
Cos’è la protrusione discale
La protrusione discale è una discopatia che può essere causata da un trauma a carico della colonna vertebrale, dalla postura scorretta o dal sollevamento di carichi eccessivamente pesanti.
Se sottoposto a un eccessivo sforzo, infatti, il disco intervertebrale, può andare incontro a una progressiva deformazione della sua parte più esterna, determinando quella che comunemente viene conosciuta come protrusione discale.
Se la protrusione discale coinvolge alcune delle strutture nervose della colonna vertebrale, la sintomatologia può essere localizzata nel punto in cui si trova la protrusione, ma può anche irradiarsi lungo l’area del corpo percorsa dal nervo.
Nel caso un cui la protrusione sia a contatto con il nervo sciatico, può dare luogo ai sintomi tipici della lombosciatalgia, ove il dolore si irradia al gluteo, arrivando, nei casi più gravi, fino al piede.
Cos’è l’ernia del disco
L’ernia del disco, è una problematica dei dischi intervertebrali che, come la protrusione, può essere causata dal sollevamento di carichi eccessivi, dall’assunzione di una postura scorretta o da traumi a carico della colonna vertebrale.
A causa della spinta esercitata dalle vertebre, i dischi intervertebrali possono essere sottoposti a una eccessiva pressione che determina la rottura della parte fibrosa esterna e la fuoriuscita del nucleo esterno che si riversa nel canale vertebrale o nei fori intervertebrali, irritando i nervi.
Anche se l’ernia, rispetto alla protrusione discale, è una problematica con maggiori difficoltà di risoluzione, in alcuni casi può riassorbirsi e regredire del tutto: non sempre è necessario sottoporsi a un intervento chirurgico.
In entrambi i casi, sia che si tratti di protrusione discale, che di ernia del disco, lo Studio Mazzini può risolvere la problematica, anche nei casi più gravi, grazie ad un approccio olistico personalizzato in base all’età e alla condizione fisica della persona.
Differenza tra ernia e protrusione

La differenza principale tra ernia e protrusione discale riguarda il danno a carico del disco intervertebrale.
Nella protrusione discale, il disco, a causa pressione delle vertebre, si deforma causando lo spostamento del nucleo interno; nell’ernia del disco, l’eccessiva pressione causa la rottura della parte esterna del disco determinando la fuoriuscita del nucleo.
La differenza, quindi, tra protrusione ed ernia è che nel primo caso, l’anulus fibroso del disco intervertebrale non si rompe, ma va incontro soltanto a una deformazione reversibile nella maggior parte dei casi. Nel secondo caso la pressione delle vertebre causa la rottura della parte esterna del disco.
Ernia o protrusione discale: come interviene la chiropratica
Molte persone, pur sottoponendosi a interventi chirurgici, continuano ad avere i sintomi dell’ernia del disco o della protrusione discale.
Il motivo è semplice: il nostro corpo è un meccanismo delicato e gli interventi di chirurgia invasiva possono influire sulla biomeccanica della colonna vertebrale che coinvolge tutti i dischi.
Questo è il motivo per cui, per il trattamento di ernia o protrusione l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Istituto superiore della Sanità sconsigliano l’operazione chirurgica, preferendo metodologie non invasive come quelle chiropratiche.
La chiropratica, infatti, permette di agire sulle cause che hanno determinato la formazione dell’ernia del disco o della protrusione discale e non solo di ridurre il dolore.
Quante sedute di chiropratica è necessario effettuare per curare l’ernia o la protrusione discale?
Ogni percorso di guarigione è unico: pertanto non è possibile dire anticipatamente quante sedute sono necessarie per risolvere le cause che hanno portato all’ernia o alla protrusione discale, o quali tecniche utilizzerà il chiropratico.
Per comprendere a pieno la condizione del paziente è necessario effettuare una prima visita chiropratica in cui si esaminano esami clinici, postura, funzioni neurologiche e mobilità. Solo così è possibile iniziare a definire un percorso di cura che solitamente si suddivide in 3 fasi:
- riduzione dei sintomi nel modo più veloce possibile;
- riabilitazione;
- controlli periodici per garantire il mantenimento della condizione
Se soffri di ernia del disco o di protrusione discale, puoi intraprendere un percorso di guarigione con l’aiuto dei nostri chiropratici: contattaci per prenotare una visita specialistica.
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