Ernia del disco

Ernia del disco: sintomi, cause e chiropratica

L’ernia del disco è una delle cause più frequenti e invalidanti di mal di schiena e sciatica. Uno studio molto citato, condotto da Brinjikij et al. (2015) nel 2015, ha rilevato che circa il 30% delle persone di 20 anni, pur in assenza di sintomi, presenta una protrusione discale. Questa percentuale cresce progressivamente con l’età, arrivando fino al 43% negli ottantenni. In altre parole, quasi la metà degli individui senza mal di schiena potrebbe avere un’ernia del disco o una sua forma iniziale, senza saperlo.

Eppure, chi ne soffre spesso, ha già ricevuto una diagnosi, ha provato diversi trattamenti e continua a convivere con un dolore cronico che limita la qualità della vita e la libertà di movimento.
In molti casi,
chi ha l’ernia pensa: l’operazione è necessaria? La chirurgia sistemerà tutto? È una valutazione che spetta esclusivamente a uno specialista, ma in linea generale l’intervento chirurgico dovrebbe essere preso in considerazione solo nei casi più complessi e dopo aver tentato tutte le opzioni conservative.

Esistono infatti diversi approcci non invasivi per trattare l’ernia del disco e tra i più efficaci c’è sicuramente la chiropratica.

Se stai leggendo questa pagina, è probabile che tu stia affrontando proprio questa situazione: dolori che si irradiano lungo la gamba o il braccio, difficoltà a stare seduto, dormire o camminare, magari accompagnati da formicolii o perdita di forza muscolare.
Quando il dolore persiste nonostante terapie farmacologiche, terapie fisiche o infiltrazioni, è comprensibile sentirsi scoraggiati.

È così?

Presso Milano Chiropratica – Studio Mazzini, affrontiamo l’ernia discale con un approccio personalizzato, non invasivo e basato sulla neurologia funzionale, rivolto a pazienti che cercano un’alternativa concreta e naturale.

Il nostro metodo ha ottenuto risultati documentati anche in casi avanzati e resistenti ad altri trattamenti.

Caso studio ernia del disco

Cos’è l’ernia del disco

La colonna vertebrale è composta dalle vertebre, 33 ossa disposte una sopra l’altra che racchiudono e proteggono il midollo spinale. Questa struttura, oltre a sostenere il corpo e a proteggere il midollo, consente il movimento di tutta la schiena.

Tra una vertebra e l’altra si trova un cuscinetto ammortizzatore, il disco intervertebrale che ha la funzione di attutire i colpi e di dare flessibilità alle vertebre. I dischi intervertebrali sono composti da due parti principali: l’anello fibroso e il nucleo polposo.

  • L’anello fibroso è la parte esterna del disco ed è un involucro resistente che ha la funzione di conferire stabilità al disco e di proteggere il nucleo polposo.
  • Il nucleo polposo, che è il cuore del disco, è formato da una sostanza gelatinosa e ricca di acqua (costituisce circa l’80-90% del suo volume) che agisce come un vero e proprio ammortizzatore.

Quando l’anello fibroso si indebolisce, a causa di motivi diversi, possono svilupparsi delle piccole crepe o fessurazioni.

Un’ernia del disco si verifica quando il nucleo polposo, spinto dalla pressione interna, si fa strada attraverso una zona di debolezza o una lacerazione dell’anello fibroso, fuoriuscendo dalla sua sede naturale.

Questa fuoriuscita di materiale gelatinoso può avere conseguenze molto dolorose, perché la colonna vertebrale è una zona ricca di strutture nervose estremamente sensibili.

Ad ogni livello vertebrale, dal midollo spinale si diramano le radici nervose, che escono attraverso delle piccole aperture, i forami, per connettersi con ogni singola parte dell’organismo. Quando il materiale erniato fuoriesce, può andare a comprimere, irritare o infiammare queste delicate radici nervose o, nei casi più gravi, il midollo spinale stesso.

È questa compressione nervosa la vera causa del dolore, del formicolio, dell’intorpidimento e della debolezza muscolare che caratterizzano l’ernia del disco.

Il dolore che si percepisce al braccio (la brachialgia), o alla gamba (la famosa sciatica) è la conseguenza di un’irritazione del nervo spinale o di quello sciatico.

Dove si verifica l’ernia del disco

Le ernie del disco possono verificarsi in qualsiasi punto della colonna, ma sono molto più frequenti in due aree specifiche, quelle più soggette a movimento e carico: la regione lombare (schiena bassa) e quella cervicale (collo).

L’ernia della regione lombare è quella più comune, in particolare tra la quarta e la quinta vertebra lombare (l4-l5) e tra la quinta vertebra lombare e l’osso sacro (l5-s1). Un’ernia in questa zona è la causa più frequente della lombosciatalgia o sciatica.

L’ernia presente nella regione cervicale è la seconda area più colpita, specialmente tra la quinta e la sesta (c5-c6) e tra la sesta e la settima (c6-c7) vertebra cervicale. Qui, un’ernia può causare dolore al collo che si irradia al braccio e alla mano (cervicobrachialgia).

L’ernia nella regione dorsale (o toracica) è molto più rara, poiché la gabbia toracica conferisce maggiore stabilità a questo tratto della colonna.

È importante distinguere l’ernia del disco dalla cosiddetta protrusione discale, oppure bulging. In questo caso il disco si assottiglia e viene spinto dal nucleo verso l’esterno, creando una sporgenza del disco intervertebrale. La protrusione discale può essere asintomatica o causare un dolore più lieve e localizzato. Tuttavia, è spesso il primo stadio che precede un’ernia vera e propria.

Quali sono le cause dell’ernia del disco

Raramente un’ernia del disco è il risultato di un singolo, sfortunato evento. Più spesso, è il culmine di un lungo processo, in cui si sommano posture scorrette, traumi, stress meccanici e cambiamenti fisiologici, dovuti anche all’avanzare dell’età.

Comprendere le cause che portano all’indebolimento del disco intervertebrale è essenziale non solo per trattare il problema esistente, ma soprattutto per prevenire future ricadute e mantenere una colonna vertebrale sana e forte nel tempo.

Le cause più comuni e i fattori di rischio che possono portare all’ernia del disco sono sostanzialmente:

  • L’invecchiamento e la degenerazione discale
  • I traumi e i microtraumi ripetuti
  • Sforzi improvvisi
  • Sport usuranti
  • Posture scorrette
  • Obesità e sedentarietà

Invecchiamento e degenerazione discale

Il principale fattore di rischio per l’ernia del disco è semplicemente l’invecchiamento. Come ogni altra struttura del nostro corpo, anche i dischi intervertebrali invecchiano. Questo processo, chiamato degenerazione discale, inizia già intorno ai 30 anni e comporta una serie di cambiamenti strutturali, tra cui la disidratazione, la riduzione dell’altezza dei dischi e l’indebolimento dell’anello fibroso. Possiamo dire quindi che chi soffre di ernia del disco ha un’età solitamente adulta, ma non è detto.

Traumi e microtraumi

Un trauma improvviso e violento può certamente causare un’ernia del disco anche in una colonna vertebrale relativamente sana.

Esempi tipici sono gli incidenti stradali, come il classico colpo di frusta, che può provocare un’ernia cervicale, una caduta sui glutei, che può comprimere la colonna fino a causare la rottura di un disco lombare, o gli infortuni causati da discipline sportive che prevedono impatti ripetuti, come il rugby, il footbal americano o la ginnastica artistica.

Tuttavia, molto più comuni e insidiosi sono i microtraumi ripetuti, piccoli stress continui che, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, logorano la struttura del disco fino a portarlo alla rottura.

Posture scorrette

Le nostre abitudini quotidiane hanno un impatto enorme sulla salute della nostra colonna vertebrale. Spesso, senza rendercene conto, facciamo degli errori di postura e sottoponiamo i nostri dischi a uno stress costante e dannoso.

Una postura scorretta, che possiamo assumere mentre siamo in piedi, seduti o anche durante il sonno, altera le curve fisiologiche della colonna e crea una distribuzione non uniforme del carico sui dischi.

Stare in piedi con il peso sbilanciato su una gamba, sedersi sul bordo della sedia, adottare una postura sbagliata al pc, guardare costantemente lo smartphone con il collo piegato in avanti (“text neck”), dormire a pancia in giù con la testa ruotata, sono tutte abitudini che, a lungo andare, possono portare a un’usura precoce dei dischi.

Cosa fare subito? Condurre una vita sana, fare una periodica attività fisica, alimentarsi correttamente e assumere posture corrette sono elementi essenziali per ridurre il rischio di soffrire di ernia del disco.

Spesso però, il lavoro e le attività quotidiane ci costringono a restare a lungo seduti o in piedi e ad assumere posture scorrette che possono provocare, oltre al mal di schiena e alla cervicalgia, anche la comparsa dell’ernia del disco.

Per evitare queste spiacevoli conseguenze è importante farsi trattare periodicamente dal team di dottori del nostro Centro. Lo Studio Mazzini, infatti, è specializzato nel trattamento dell’ernia del disco. Il nostro approccio olistico prevede la visita di un ortopedico e di un chiropratico che valuteranno quali trattamenti effettuare per ridurre l’ernia discale e con essa il dolore e l’infiammazione.

Quali sono i sintomi dell’ernia del disco

I sintomi di un’ernia del disco possono essere estremamente vari e, a volte, ingannevoli. Possono manifestarsi all’improvviso dopo uno sforzo o svilupparsi gradualmente nel tempo. Possono variare da un fastidio sordo e intermittente a un dolore insopportabile, acuto, costante e invalidante.

La sintomatologia varia anche in base alla posizione dell’ernia, alla sua dimensione e alla struttura nervosa coinvolta. Vediamo i più comuni in base alle aree colpite. 

Sintomi dell’ernia del disco lombare

I sintomi più comuni dell’ernia del disco lombare sono:

  • Dolore nella regione della schiena
  • Dolore alla gamba (sciatica, cruralgia) con possibile formicolio
  • Perdita di forza e mancanza di sensazioni tattili

Solitamente l’ernia del disco si manifesta con la comparsa di un dolore lombare, il classico mal di schiena, che spesso è il primo sintomo a comparire, ma che può anche essere di breve durata o addirittura assente.

Il sintomo predominante è il dolore irradiato al gluteo e alla gamba che, nei casi più gravi, può irradiarsi fino al piede, con annesso formicolio. Il dolore al gluteo e alla gamba è il sintomo più classico, conosciuto anche come sciatica o sciatalgia.

Il dolore non rimane confinato alla schiena, ma segue il percorso del nervo compresso, irradiandosi lungo la natica, la parte posteriore o laterale della coscia, fino al polpaccio e al piede.

Se l’ernia del disco comprime il nervo femorale, il dolore si irradia nella parte anteriore della coscia, arrivando fino al ginocchio e talvolta alla parte interna della coscia. In questo caso si parla di cruralgia. Il dolore irradiato è spesso descritto come una scossa elettrica, una fitta bruciante, acuta, lancinante.

Nei casi più gravi, è molto comune avvertire, oltre al dolore, anche formicolio, intorpidimento e bruciore o sensazione di freddo/caldo.

Altri sintomi sono la debolezza muscolare, la difficoltà a camminare sulla punta dei piedi o sui talloni e la debolezza del quadricipite.

Scopri se hai un’ernia del disco lombare con questo test!

Sintomi dell’ernia del disco cervicale

I sintomi più comuni dell’ernia del disco cervicale sono:

  • Dolore al collo e alle spalle
  • Cefalea
  • Dolore al braccio (brachialgia) con possibile formicolio
  • Perdita di forza e mancanza di sensazioni tattili
  • Ernia del disco dorsale

Quando l’ernia si trova nel tratto cervicale (solitamente a livello c5-c6 o c6-c7), i sintomi interesseranno il collo, le spalle e gli arti superiori.

Uno dei sintomi è la cervicalgia, un dolore profondo e fastidioso al collo, che spesso si acuisce effettuando alcuni movimenti come la flessione in avanti o la rotazione della testa. In alcuni casi può essere presente anche una rigidità muscolare, che rende difficile muovere il collo.

Il dolore che si irradia al braccio, definito cervicobrachialgia, è un altro sintomo dell’ernia discale situata nel collo e, similmente alla sciatica, si irradia lungo la spalla, il braccio, l’avambraccio, fino alla mano e alle dita. Anche in questo caso nei casi più gravi sono presenti le parestesie, ossia formicolio e intorpidimento, debolezza muscolare, cefalea e vertigini. Da non confondere con i sintomi dell’infarto.

Scopri se il dolore che hai potrebbe essere ernia del disco cervicale con questo test!

Sintomi dell’ernia del disco dorsale

I sintomi più comuni dell’ernia del disco dorsale sono i seguenti:

  • Dolori nella regione dorsale (dorsalgia)
  • Dolore irradiato nel tratto intercostale (cosiddetto “a cintura”) corrispondente alla sede dell’ernia
  • Difficoltà di movimento o intorpidimento degli arti inferiori
  • Difficoltà di deambulazione e affaticamento precoce

L’ernia del disco nella zona dorsale è meno comune rispetto a quella cervicale o lombare, ma quando si presenta può dare sintomi molto chiari e, in certi casi, anche debilitanti.

Il primo sintomo è quasi sempre un dolore localizzato nella parte alta o centrale della schiena. Spesso è un dolore sordo e costante, che può diventare più intenso con alcuni movimenti, come girarsi di lato, alzare le braccia o semplicemente respirare profondamente.

In alcuni casi, il dolore può irradiarsi verso il torace, tanto da essere confuso con un problema al cuore o allo stomaco.

Un altro sintomo abbastanza tipico è il dolore intercostale, cioè lungo le costole. Può essere avvertito solo da un lato, come una fitta o una sensazione pungente che si accentua quando si tossisce, si starnutisce o si fa un respiro profondo. Questo tipo di dolore è causato dalla compressione delle radici nervose che si diramano tra le vertebre dorsali.

A volte, chi soffre di ernia dorsale descrive anche una sensazione di oppressione al torace, come se avesse una fascia stretta intorno al petto o all’addome. Questo può spaventare, perché richiama alla mente problemi cardiaci, ma spesso ha un’origine neurologica, legata alla pressione sul midollo spinale o sui nervi.

In alcuni casi si possono avvertire formicolii, intorpidimento o una sensazione di bruciore in zone insolite, come il torace, lo stomaco o i fianchi. Questi sintomi dipendono da quali nervi sono coinvolti e possono essere intermittenti o continui.

Nei casi più gravi, si possono presentare disturbi più seri come:

  • rigidità muscolare
  • perdita di forza
  • difficoltà nei movimenti, soprattutto a livello delle gambe
  • disturbi viscerali, come problemi nel controllo della vescica o dell’intestino (in casi rari)

In presenza di questi sintomi, è fondamentale rivolgersi a uno specialista.

Nello Studio Mazzini, lavorano in sinergia ortopedici e chiropratici specializzati nel trattamento dell’ernia del disco. Se soffri di ernia del disco puoi prenotare la prima visita presso il nostro Centro, durante la quale un ortopedico e un chiropratico studieranno attentamente il tuo caso e imposteranno un percorso di trattamenti personalizzato.

Come trattiamo l’ernia del disco: il nostro approccio olistico

Ogni caso è diverso e richiede trattamenti specifici, soggettivi e mirati. Il nostro intervento è mirato a ripristinare la funzionalità della colonna vertebrale e del sistema nervoso e di conseguenza ad eliminare alla radice la causa del problema, non solamente a ridurne i sintomi.

La prima visita

La prima visita si focalizza sul capire quali possano essere le cause dei fastidi, quanto questi sintomi ostacolino lo svolgimento di una vita normale e se è possibile risolverli in modo naturale, senza uso di farmaci e chirurgia.

L’ortopedico del nostro Studio esamina il tuo caso specifico e prescrive, se necessario, ulteriori esami di approfondimento e i trattamenti chiropratici più indicati per la tua situazione.

Dopo la visita con l’ortopedico, verrà effettuato un controllo chiropratico accurato con particolare attenzione alla postura, alle funzioni neurologiche e all’equilibrio e alla mobilità, studiamo gli esami clinici (radiografie, TAC e/o Risonanza Magnetica, elettromiografia, ecografie, esami del sangue, etc.) e decidiamo quale percorso effettuare.

Il numero di sedute, la frequenza e le tecniche da adottare sono differenti per ogni caso, anche se il percorso è similare.

Le fasi del trattamento

Alcune persone rispondono ai trattamenti più velocemente di altre. Alcuni hanno bisogno di essere trattati con una frequenza maggiore, anche tutti i giorni, altri invece possono essere trattati una sola volta alla settimana. In ogni caso la frequenza dei trattamenti tende a diminuire fino ad arrivare a una seduta al mese per mantenere l’equilibrio e il benessere.

Nella prima fase, soprattutto nei casi in cui la persona è molto sofferente, si raccomanda di non fare sforzi o esercizi dopo i trattamenti, in modo da dare il tempo alla colonna vertebrale di assestarsi, di non sovraccaricare i dischi intervertebrali e permettergli così di iniziare il suo percorso di auto-guarigione. Abbiamo notato che la maggior parte di coloro che soffrono di disturbi da ernia del disco sono disidratati; pertanto, si consiglia a tutti di bere almeno un litro e mezzo di acqua naturale al giorno.

Durante la seconda fase della terapia, quando i sintomi diminuiscono e la mobilità e le funzioni neurologiche migliorano, si suggerisce di iniziare a muoversi con attenzione, facendo brevi camminate e di imparare la “Back School”.

Nel terzo ciclo di trattamenti, quando il processo di auto-guarigione è giunto al termine, si consiglia di sottoporsi a regolari controlli chiropratici mensili per mantenere la colonna vertebrale al massimo della mobilità e il sistema nervoso al massimo delle proprie funzioni. La prevenzione è sempre meglio della cura.

Quanto tempo serve?

Il percorso naturale rimane lungo perché si tratta dell’infortunio di un legamento, che quindi richiede alcuni mesi di riabilitazione per riprendere la propria elasticità e funzionalità.

Solitamente si nota un sensibile miglioramento della sintomatologia nelle prime quattro settimane di trattamenti e occorrono generalmente alcuni mesi, affinché la colonna vertebrale torni alla sua funzione ottimale.

Per accelerare il periodo di riabilitazione è importante riprendere l’attività fisica quanto prima, anche solo con brevi camminate ed esercizi specifici della “Back School” per recuperare la tonicità muscolare.

Abiti fuori Milano?

Senti dolore lungo il gluteo che si irradia alla gamba o che parte dal collo e arriva fino alla mano? Probabilmente soffri di sciatalgia o di brachialgia e questi sintomi sono riconducibili all’ernia del disco.

Se abiti lontano dal nostro Studio, che si trova a Milano, puoi prenotare il consulto online, durante il quale un nostro specialista analizzerà il tuo caso, valuterà gli esami e determinerà se ci siano i presupposti per iniziare un percorso terapeutico con noi. Abbiamo sviluppato uno specifico programma di trattamenti per chi abita lontano da Milano: ti aspettiamo anche da remoto!

Prenotazioni

Per prenotare una visita presso il nostro Studio di Milano:

Tel: +39 02 89.40.49.90
WhatsApp: +39 393 81.04.359
Email: segreteria@studiomazzinisrl.it

Consulto online

Se abiti fuori Milano puoi prenotare il consulto online.

Articoli recenti

Mal di testa cronico e rettilinizzazione cervicale: quando collo, dura madre e nervo vago possono essere coinvolti

23 Giugno 2026|

Data di aggiornamento: giugno 2026 | Milano Chiropratica - Studio Mazzini | Revisione sanitaria: [...]

I test del benessere

Per aiutarti a capire meglio se i tuoi sintomi possono essere collegati all’ernia del disco cervicale o lombare, abbiamo creato due questionari di autovalutazione.

Questi test non sostituiscono una visita medica o chiropratica, ma ti offrono un primo orientamento per fare chiarezza sui tuoi sintomi e capire se può essere utile una valutazione più approfondita.

Alla fine del questionario, puoi lasciare i tuoi dati e richiedere un contatto diretto con il nostro centro per discutere i risultati e valutare il percorso terapeutico più adatto a te.

Cervicalgia

Hai un’ernia cervicale?

Come curare la sciatica in modo naturale

Hai un’ernia del disco?

Bibliografia

Kassidy JD, Thiel HW, Kirkaldy-Willis KW. Side posture manipulation for lumbar intervertebral disc herniation. J Manip Physiol Ther 1993;16: 96-103

Nwuga VCB, Relative therapeutic efficacy of vertebral manipulation and conventional treatment in back pain management. Am J Phys Med 1982;6:273278

Bozzao A,Gallucci M, et al. Lumbar disc herniation: MRI imaging assessment of natural history of patients treated without surgery. Neuroradiol 1992;185:13541

Wiesel SW.A study of computer-assisted tomography:the incidence of positive CAT scans in an asymptomatic group of patients. Spine 1984;9:549-51

Chapman-Smith D. La professione Chiropratica 2004.

Vedi libro “La Professione Chiropratica” pagina 118 .4″

Pope MH, Phillips RB, Haugh LD, et al. A prospective randomized three-week trial of spinal manipulation, transcutaneous muscle stimulation, massage and corset in the treatment of subacute low back pain. Spine.

Triano JJ, McGregor M, Hondras MA, et al. Manipulative therapy versus education programs in chronic low back pain. Spine. 1995;20(8):948-955.

Santilli, V, Beghi E, Finucci S (2006) Chiropractic Manipulation in the Treatment of Acute Back Pain and Sciatica with Disc Protrusion: A Randomized Double-blind

Clinical Trial of Active and Simulated Spinal Manipulations, The Spine Journal, in press.

Boos N, Rieder R, Schade V, Spratt KF, Semmer N, Aebi M. 1995 Volvo Award in clinicalsciences. The diagnostic accuracy of magnetic resonance imaging, work perception, and psychosocial factors in identifying symptomatic disc herniations. Spine 1995; 20: 2613-25.

Soffri di ernia del disco, mal di testa, cervicale, sciatalgia?

Torna in cima