Ernia del disco

Ernia del disco: terapia senza farmaci e chirurgia

L’ernia del disco è una delle cause più dolorose e critiche del mal di schiena. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Istituto Superiore della Sanità consigliano di trattare questa patologia con metodi di cura non chirurgici.

Lo staff dello Studio Mazzini Chiropractic Center è specializzato nel curare i pazienti con ernia del disco e protrusioni discali con metodologie naturali.

I nostri specialisti visitano costantemente persone che soffrono di sintomi causati da gravi ernie del disco, in media il 60% dei nostri pazienti è affetto da questi disturbi.

Molto spesso capita che siano presenti più ernie del disco e protrusioni discali in varie zone della colonna vertebrale.

A volte i pazienti hanno già subito un intervento chirurgico che momentaneamente sembrava aver risolto il problema, ma che purtroppo si è ripresentato con un’ernia recidiva.

La nostra esperienza

Molte volte la chiropratica è l’ultima scelta per il paziente, un’ultima spiaggia quasi disperata prima di affrontare la chirurgia.

Molte volte medici di base e specialisti, soprattutto neurochirurghi o ortopedici, non ritengono necessario operare il paziente e suggeriscono le nostre cure, ma la maggior parte dei pazienti si rivolge a noi tramite il passaparola persone che abbiamo aiutato.

Sempre più spesso gli specialisti del nostro studio visitano e trattano pazienti che arrivano anche da altre regioni italiane o addirittura dall’estero. Queste persone rimangono in città il tempo necessario per fare un primo ciclo di trattamenti urgenti e poi ritornano ciclicamente per continuare le cure di mantenimento.

Dalla nostra esperienza clinica sappiamo che, se non si eliminano le cause che hanno provocato le ernie discali, purtroppo i sintomi possono ritornare anche più forti di prima.

I dischi intervertebrali hanno una biomeccanica molto complessa che si modifica continuamente per sostenere il carico gravitazionale e svolgono un “lavoro di squadra”.  Il peso corporeo è suddiviso tra tutti i dischi, quindi tutti i dischi che possono protrudere, ed è normale che lo facciano, quando sono sovraccaricati.

Se il sovraccarico è prolungato o troppo pesante, il disco si può danneggiare.

Se i dischi sono asportati chirurgicamente, o anche solo parzialmente seguendo le tecniche chirurgiche più moderne, tutta la biomeccanica della colonna vertebrale ne soffrirà, causando una degenerazione precoce delle articolazioni.

Per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Istituto superiore della Sanità sconsigliano  l’operazione chirurgica, preferendo metodologie non invasive.

Recenti ricerche scientifiche dimostrano che la chiropratica può essere risolutiva.

Di seguito ne potete vedere una prova.

Le immagini mostrano come l’ernia del disco tra L4 e L5, indicata dalla freccia, che senza le adeguate cure era nel tempo peggiorata, sia completamente riassorbita dopo che la paziente ha ricevuto le cure chiropratiche del nostro studio.

Prima del trattamento

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Dopo il trattamento

 

Le immagini mostrano come l’ernia del disco tra L4 e L5, indicata dalla freccia, che senza le adeguate cure era nel tempo peggiorata sia poi completamente guarita dopo che la paziente ha ricevuto le cure chiropratiche.

Il nostro metodo di cura

Ogni caso è diverso e richiede trattamenti specifici, soggettivi e mirati. Il nostro intervento è mirato a ripristinare la funzionalità della colonna vertebrale e del sistema nervoso e di conseguenza ad eliminare alla radice la causa del problema, non solamente a ridurne i sintomi.

La prima visita chiropratica si focalizza sul capire se possiamo prendere in cura il paziente. Dopo una visita chiropratica accurata con particolare attenzione alla postura, alle funzioni neurologiche e all’equilibrio e alla mobilità del paziente, studiamo gli esami clinici (radiografie, TAC e/o Risonanza Magnetica, elettromiografia, ecografie, esami del sangue, etc.) e decidiamo quale percorso di cura effettuare.
Il numero di sedute, la frequenza e le tecniche da adottare sono differenti per ogni paziente, anche se il percorso di cura è similare. Una prima fase dove ci si concentra ad aiutare il paziente a guarire il più velocemente ed efficacemente possibile, una seconda fase di riabilitazione per permettere al paziente di ritornare alla completa efficienza psicofisica e una terza fase di mantenimento del benessere raggiunto.

Alcune persone rispondono alle cura più velocemente di altre. Alcuni hanno bisogno di essere trattati con una frequenza maggiore, anche tutti i giorni, altri invece possono essere trattati una sola volta alla settimana. In ogni caso la frequenza dei trattamenti tende a diminuire fino ad arrivare a una seduta al mese per mantenere l’equilibrio e il benessere.

Nella prima fase della cura, soprattutto nei casi in cui il paziente è molto sofferente, si raccomanda di non fare sforzi o esercizi dopo i trattamenti chiropratici, in modo da dare il tempo alla colonna vertebrale di assestarsi, di non sovraccaricare i dischi intervertebrali e permettergli così di iniziare a guarire. Abbiamo notato che la maggior parte dei pazienti che soffrono di disturbi da ernia del disco sono disidratati, pertanto si consiglia a tutti di bere almeno un litro e mezzo di acqua naturale al giorno.

Durante la seconda fase della terapia, quando i sintomi diminuiscono e la mobilità e le funzioni neurologiche migliorano, si suggerisce al paziente di iniziare a muoversi con attenzione, facendo brevi camminate e di imparare la “Back School”.

Nel terzo ciclo di trattamenti, quando il paziente è completamente guarito si consiglia di sottoporsi a regolari controlli chiropratici mensili per mantenere la colonna vertebrale al massimo della mobilità e il sistema nervoso al massimo delle proprie funzioni. La prevenzione è sempre meglio della cura.

Quanto tempo serve per guarire?

Il percorso curativo naturale rimane lungo perché si tratta dell’infortunio di un legamento, che quindi richiede alcuni mesi di riabilitazione per riprendere la propria elasticità e funzionalità.

Solitamente con la chiropratica si nota un sensibile miglioramento della sintomatologia nelle prime quattro settimane di trattamenti ma, affinché la colonna vertebrale torni alla sua funzione ottimale, occorrono generalmente alcuni mesi. Per accelerare il periodo di riabilitazione è importante riprendere l’attività fisica quanto prima, anche solo con brevi camminate ed esercizi specifici della “Back School” per recuperare la tonicità muscolare.

Cos’è l’ernia del disco?

Ernia del disco espulsa

La colonna vertebrale adulta sana e sviluppata è formata da 33 vertebre e dai dischi intervertebrali ad esse connessi che le dividono. I dischi sono composti da cartilagine e costituiti da una parte esterna (anulus fibroso) più resistente e una parte interna gelatinosa (nucleo polposo) che ammortizza lo schock del peso e dei movimenti. La funzione dei dischi, oltre ad ammortizzare, è quella di essere i perni sui quali si muovono le vertebre della spina dorsale.

L’efficienza dei dischi dipende dalla capacità idrolitica del proprio nucleo. E’ stato ripetutamente dimostrato che esiste un processo di diminuzione progressiva dei livelli d’idratazione del disco fin dalla prima parte della vita dove in media il contenuto di acqua nel disco è approssimativamente del 88% e scende a circa il 69% nell’ottava decade della vita. Per fare un esempio visivo semplice, il disco che perde acqua diventa come la gomma lasciata a lungo sotto il sole, perde elasticità, si vetrifica e diventa così più fragile potendosi facilmente sgretolare.

Questo processo succede anche nei dischi intervertebrali, dove avviene una serie di cambiamenti biomeccanici che portano a una depolimerizzazione dei legami proteine/polisaccaridi del nucleo polposo. Durante questa rapida degenerazione dei polisaccaridi avviene una perdita sproporzionata di solfato di condroitina rispetto al chetosolfato. Simultaneamente il contenuto delle fibre di collagene nell’anulus fibroso aumenta.

Questa situazione porta a una riduzione delle capacità idrolitiche ed elastiche del nucleo e di conseguenza a un aumento della pressione trasmessa attraverso l’anulus fibroso che alla lunga porta a creare fissurazioni delle proprie fibre compromettendone la forza ed elicitando le probabilità di protrusioni o ernie discali.

Segnali e sintomatologiaErnia del disco e sciatica

Il sintomo più comune che caratterizza i casi di ernia discale è un forte mal di schiena che si irradia lungo il gluteo e scende posteriormente sulla
gamba fino ad arrivare anche al piede. Questo disturbo è conosciuto come sciatica.

Tuttavia, a seconda di quali nervi sono irritati si possono verificare varie sintomatologie che seguiranno i dermatomi del corpo come per esempio cervicobrachialgie, dorsalgie e cruralgie.

I dolori sono spesso molto forti e peggiorano con alcuni movimenti, soprattutto la flessione del busto o del collo, anche semplicemente tossire e starnutire possono arrecare disturbo. A volte i dolori sono così forti che impediscono il sonno per giorni. In questi casi i farmaci normalmente usati per lenire i sintomi sono poco efficaci. Spesso il busto si storta creando la classica posizione antalgica che serve al paziente per sentire meno dolore.

Spesso il busto si storta creando la classica posizione antalgica che serve al paziente per sentire meno dolore.

Nei casi più gravi e duraturi, nell’arto colpito si noteranno diminuzione della forza muscolare (gli oggetti cadono dalle mani, non si riesce ad aprire una bottiglietta o si inciampa spesso), disturbi della sensibilità, perdita dei peli e raggrinzimento della pelle a causa della scarsa microcircolazione neurovascolare.

I sintomi possono durare anche diversi mesi e provocano molto stress emotivo nei pazienti che non riescono a trovare una cura efficace e duratura nel tempo.

Ernia del disco cervicale vs ernia del disco lombare

Ernia del disco cervicale

Distinguiamo due tipologie di ernia del disco, ognuna delle quali implica un trattamento specifico:

  • Ernia del disco cervicale: dolore nella regione del collo, spalle, cefalea, dolore nel braccio (brachialgia) con possibile formicolio, perdita di forza e mancanza di sensazioni tattili;
  • Ernia del disco lombare: dolore nella regione della schiena, dolore nella gamba (sciatica, cruralgia) con possibile formicolio, perdita di forza e mancanza di sensazioni tattili.

Protrusione o ernia? Ecco le differenze

La protrusione discale è caratterizzata dal solo coinvolgimento della parte esterna del disco, l’anulus fibroso. L’ernia del disco invece avviene quando parte del nucleo polposo, materiale gelatinoso all’interno del disco, fuoriesce dalle parti danneggiate dell’anulus fibroso entrando nel canale vertebrale o nei fori intervertebrali e può irritare i nervi limitrofi.

La protrusione e l’ernia discale possono crearsi in qualsiasi zona della colonna vertebrale, ma le zone più comunemente colpite sono la regione lombosacrale e la cerniera cervicodorsale. A seconda delle strutture anatomiche che sono irritate, il paziente può provare vari tipi di disturbi e sintomi più o meno gravi e in diverse parti del corpo.

Evoluzione dell'ernia del disco

Trattamento chiropratico dell’ernia discale

Lo staff dello Studio Mazzini - Milano Chiropratica esamina le lastre di un paziente affetto da ernia del disco

Medici e chiropratici concordano sull’efficacia del trattamento conservativo dell’ernia discale se effettuato mediante manipolazioni qualificate della colonna vertebrale. Un tempo questa patologia era considerata un’affezione da risolvere solo chirurgicamente, oggi invece è trattata con metodi conservativi.

Le motivazioni principali sono le seguenti:

  • spesso è presente un’ernia discale, confermata dall’imaging, ma la fonte di dolore è un’altra disfunzione articolare o muscolare. Oggi è noto che circa il 40% delle persone sopra i 40 anni presentano un’ernia chiaramente visibile all’imaging ma senza manifestare dolore o altri sintomi;
  • nei casi in cui il disco è effettivamente la fonte del dolore, la causa primaria di tale algia non è la compressione delle radici nervose, come si riteneva precedentemente, ma l’infiammazione dovuta a materiale fuoriuscito nello spazio epidurale. La manipolazione chiropratica riduce l’infiammazione, in taluni casi rimuovendo il materiale erniato dalla radice del nervo.

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Video e testimonianze

Caso clinico: GUARIGIONE COMPLETA DI UN’ERNIA LOMBARE ESPULSA

LEGGI LE TESTIMONIANZE DEI PAZIENTI

VIDEO: CURARE I PAZIENTI CON L'ERNIA DEL DISCO SENZA OPERARE

Video: testimonianza di una guarigione da ernia del disco espulsa

Video: Serata del benessere dedicata all'ernia del disco

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