
Mi hanno proposto l’artrodesi: posso provare la chiropratica prima dell’intervento?
Sì, in molti casi si può valutare un percorso chiropratico conservativo prima di arrivare a un intervento invasivo come l’artrodesi, purché non ci siano urgenze neurologiche o indicazioni chirurgiche assolute. La cosa più importante è capire se il dolore dipende solo da un danno strutturale o anche da rigidità, compensi, infiammazione e alterazioni del movimento che possono ancora migliorare.
Quando il mal di schiena dura da mesi o anni, la vita può diventare molto pesante.
All’inizio pensi che passerà. Poi provi farmaci, fisioterapia, esercizi, visite ortopediche, neurochirurgiche, infiltrazioni o altri trattamenti. A volte migliori per qualche giorno. Poi il dolore torna.
A un certo punto può arrivare una frase che spaventa: “Potrebbe essere necessario un intervento di artrodesi”.
Per molti pazienti è un momento difficile. Da una parte c’è la speranza di risolvere il dolore. Dall’altra c’è la paura di un intervento importante alla colonna.
In questi casi la domanda è comprensibile:
Devo davvero operarmi o posso provare ancora una strada conservativa?
La risposta corretta non è uguale per tutti. In alcune situazioni la chirurgia è necessaria. In altre, però, prima di arrivare a un intervento invasivo può avere senso fare una valutazione chiropratica completa.
Che cos’è l’artrodesi vertebrale?
L’artrodesi vertebrale è un intervento chirurgico che blocca una o più vertebre per stabilizzare una parte della colonna.
In pratica, il chirurgo cerca di ridurre il movimento doloroso o instabile tra due vertebre. Può farlo usando viti, barre, placche o innesti ossei, secondo il caso.
L’artrodesi può essere proposta in presenza di instabilità vertebrale, scivolamento di una vertebra, grave degenerazione discale, deformità o dolore persistente non migliorato con altri trattamenti.
Questo non significa però che ogni mal di schiena cronico richieda un’artrodesi.
Un conto è una situazione chirurgica chiara. Un altro conto è un dolore complesso, cronico, con rigidità, compensi e alterazioni del movimento che non sono ancora stati valutati in modo completo.
Quando l’intervento è davvero necessario?
L’intervento può essere necessario quando ci sono segni neurologici importanti, instabilità grave o condizioni che non possono essere gestite in sicurezza con un percorso conservativo.
Bisogna rivolgersi rapidamente al medico o al pronto soccorso se compaiono perdita progressiva di forza, difficoltà a controllare urine o feci, anestesia nella zona genitale o interna delle cosce, febbre associata al dolore vertebrale, dolore dopo trauma importante o peggioramento neurologico rapido.
Questi segnali non vanno mai sottovalutati.
Ma molti pazienti non arrivano in studio con questi segni di urgenza. Arrivano con dolore cronico, sciatalgia, rigidità, paura di muoversi e anni di terapie che non hanno dato risultati duraturi.
In questi casi la domanda diventa diversa: il mio corpo è davvero da operare, oppure è bloccato in un meccanismo che può ancora recuperare?
Perché il mal di schiena può continuare anche dopo tante terapie?
Il mal di schiena cronico può continuare perché non dipende sempre da una sola causa. Spesso non c’è solo “un disco rovinato”, ma un insieme di compensi che coinvolge colonna, muscoli, postura e sistema nervoso.
Molti pazienti arrivano con referti pieni di parole difficili: ernia del disco, protrusione, artrosi, discopatia, stenosi, rettilinizzazione, Modic, listesi.
Sono informazioni importanti. Ma non sempre spiegano da sole il dolore.
Ci sono persone con risonanze molto compromesse e pochi sintomi. E ci sono persone con esami meno impressionanti ma dolori molto forti.
Questo succede perché il dolore non è solo una fotografia della risonanza. Il dolore è il risultato di come il corpo funziona.
Se una parte della colonna si muove male, altre zone devono compensare. Se i muscoli restano sempre contratti, il movimento diventa più rigido. Se il sistema nervoso resta in allarme, il dolore può diventare più persistente.
In questi casi trattare solo il punto doloroso spesso non basta.
Il caso di Ciro: quando lo studio diventa l’ultima spiaggia
La testimonianza di Ciro racconta una situazione che vediamo spesso: pazienti arrivati da noi dopo anni di tentativi, ormai convinti di non avere più alternative prima dell’intervento.
Ciro racconta che, prima di arrivare a Milano Chiropratica – Studio Mazzini, la sua vita era diventata un incubo a causa dei problemi alla schiena.
Aveva consultato molti fisioterapisti, neurochirurghi e ortopedici. Aveva provato diverse terapie. Aveva speso molto, senza ottenere un risultato stabile.
A un certo punto, lo studio era diventato per lui “l’ultima spiaggia” prima di un intervento di artrodesi.
Questa frase è molto importante.
Quando un paziente arriva a questo punto, non ha solo dolore. Ha perso fiducia. Ha paura di muoversi. Si sente fragile. A volte sente che la sua vita si sta restringendo intorno alla schiena.
Nel percorso di Ciro, la valutazione ha permesso di leggere il problema in modo più completo. Non solo il referto. Non solo il punto doloroso. Ma il funzionamento globale della colonna, dei compensi, del movimento e del sistema nervoso.
Nel suo caso, il risultato è stato molto positivo. Ciro racconta di aver ritrovato la gioia di muoversi e una vita senza dolore.
Puoi leggere la testimonianza completa di Ciro qui:
https://share.google/kIIfVeWQ97EIQoWcO
Questo non significa che tutti i casi siano uguali. Ma significa che, prima di arrendersi all’idea che l’unica strada sia l’intervento, può essere utile una valutazione conservativa seria.
La chiropratica è pericolosa?
La chiropratica non è “pericolosa” in sé. Come ogni trattamento sanitario, deve essere praticata da professionisti qualificati, dopo una valutazione corretta e nel rispetto delle indicazioni e delle controindicazioni.
Purtroppo molti pazienti ci raccontano di aver ricevuto avvertimenti generici: “Non andare dal chiropratico, è pericoloso”.
Detta così, è una frase superficiale.
La domanda giusta non è se la chiropratica sia pericolosa in assoluto. La domanda giusta è: chi esegue il trattamento, con quale formazione, dopo quale valutazione e su quale paziente?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato le WHO Guidelines on Basic Training and Safety in Chiropractic, un documento dedicato alla formazione di base e alla sicurezza della chiropratica.
Nel documento ufficiale si legge che, quando applicata in modo competente e appropriato, la cura chiropratica è sicura ed efficace per la prevenzione e la gestione di numerosi problemi di salute.
Puoi consultare il documento ufficiale dell’OMS qui:
https://iris.who.int/server/api/core/bitstreams/6266eecd-2494-4f74-9732-07f43354fb10/content
Questo non significa che la chiropratica sia indicata per tutti, sempre e comunque. Significa che non può essere liquidata come “pericolosa” in modo superficiale.
In Milano Chiropratica – Studio Mazzini lavoriamo in modo integrato con chiropratici, ortopedico, fisioterapista, fisiatra, psicologo e altri professionisti sanitari. Quando serve, collaboriamo anche con neurochirurghi esterni.
L’obiettivo non è difendere una categoria. L’obiettivo è aiutare il paziente nel modo più sicuro e corretto possibile.
Quando ha senso provare un percorso chiropratico conservativo?
Ha senso valutare un percorso chiropratico quando il paziente ha dolore cronico, rigidità, sciatica o limitazione del movimento, ma non presenta segnali di urgenza neurologica o controindicazioni al trattamento.
La visita serve proprio a questo: capire se il caso può essere trattato in modo conservativo o se serve un altro percorso.
Durante la valutazione osserviamo la mobilità della colonna, la postura, la distribuzione dei carichi, la storia dei traumi, la risposta muscolare e la funzione del sistema nervoso.
Non ci interessa solo “dove fa male”. Ci interessa capire perché quel dolore continua a tornare.
In alcuni pazienti il lavoro chiropratico può aiutare a ridurre la pressione sulle strutture irritate, migliorare il movimento, diminuire la rigidità e aiutare il corpo a recuperare una funzione più naturale.
Il percorso può richiedere tempo, soprattutto nei casi cronici. Ma quando il corpo risponde, il cambiamento può essere importante.
Il punto non è evitare la chirurgia a tutti i costi
Il vero obiettivo non è evitare sempre la chirurgia, ma capire se la chirurgia è davvero necessaria in quel momento.
Questa distinzione è fondamentale.
Dire a un paziente “non operarti mai” sarebbe sbagliato. Dire “operati subito” senza aver valutato tutte le possibilità può essere altrettanto sbagliato.
La scelta migliore nasce da una valutazione completa, onesta e, quando necessario, multidisciplinare.
In alcuni casi l’intervento è la strada giusta. In altri casi il paziente può migliorare molto con un percorso conservativo qualificato.
La storia di Ciro ci ricorda proprio questo: anche quando sembra di essere arrivati all’ultima spiaggia, a volte il corpo ha ancora una grande capacità di recupero.
Conclusione
Se ti hanno proposto un’artrodesi o un intervento importante alla schiena, non devi prendere decisioni solo sulla base della paura.
La chirurgia può essere necessaria in alcuni casi. Ma quando non ci sono urgenze neurologiche o indicazioni assolute, può essere utile valutare prima un percorso conservativo serio.
Il mal di schiena cronico non è sempre solo un problema di disco, artrosi o risonanza. Spesso è un problema di funzionamento globale del corpo.
Se soffri da tempo, hai provato molte terapie e ti senti arrivato all’ultima spiaggia, una valutazione chiropratica completa può aiutarti a capire se esiste ancora una strada prima dell’intervento.
Milano Chiropratica – Studio Mazzini
Direttore Sanitario: Dott.ssa Antonietta Elia, Medico Chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia
Articolo redatto con la supervisione clinica del Dott. Manuel Mazzini DC
Data di aggiornamento: luglio 2026
FAQ
Se mi hanno proposto l’artrodesi, posso comunque fare una visita chiropratica?
Sì, in molti casi puoi fare una valutazione chiropratica anche se ti è stato proposto un intervento. La visita serve a capire se ci sono margini per un percorso conservativo o se la chirurgia resta la scelta più indicata. È importante portare referti, risonanze, radiografie e indicazioni ricevute dagli specialisti.
La chiropratica può evitare l’intervento alla schiena?
A volte un percorso chiropratico può aiutare il paziente a migliorare abbastanza da rivalutare la necessità dell’intervento. Non si può però promettere che la chiropratica eviti sempre la chirurgia. Ogni caso è diverso. Nei casi con gravi deficit neurologici o instabilità importanti, la chirurgia può essere necessaria.
L’artrodesi è sempre necessaria per il mal di schiena cronico?
No, l’artrodesi non è sempre necessaria per il mal di schiena cronico. Può essere indicata in situazioni specifiche, ma molti casi di dolore lombare, sciatalgia, ernia, protrusione o artrosi possono essere valutati anche con un approccio conservativo. La decisione deve basarsi sul quadro clinico completo, non solo sul referto della risonanza.
La chiropratica è sicura?
La chiropratica praticata da professionisti qualificati, dopo una valutazione corretta, è considerata un approccio sicuro. Come ogni trattamento, non è adatta a tutti e ha controindicazioni. Per questo la valutazione iniziale è fondamentale: serve a scegliere le tecniche più adatte ed evitare trattamenti non indicati.
Perché ho ancora dolore se ho già fatto fisioterapia, visite e terapie?
Il dolore può persistere perché il problema non è stato letto nella sua globalità. A volte non basta trattare il punto doloroso. Bisogna capire come si muove la colonna, quali compensi sono presenti, come reagiscono i muscoli e se il sistema nervoso resta in uno stato di difesa. Nei casi cronici, questa lettura globale può fare la differenza.
Quando devo andare subito dal medico?
Devi rivolgerti subito al medico se hai perdita progressiva di forza, difficoltà a camminare, perdita di controllo di urine o feci, anestesia nella zona genitale, febbre associata al mal di schiena o dolore dopo un trauma importante. Questi segnali richiedono una valutazione medica urgente.
Fonti e approfondimenti
- World Health Organization, WHO Guidelines on Basic Training and Safety in Chiropractic, 2005:
https://iris.who.int/server/api/core/bitstreams/6266eecd-2494-4f74-9732-07f43354fb10/content - NICE Guideline NG59, Low back pain and sciatica in over 16s: assessment and management:
https://www.nice.org.uk/guidance/ng59 - Testimonianza completa di Ciro:
https://share.google/kIIfVeWQ97EIQoWcO
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