La chiropratica rallenta le malattie degli anziani

La chiropratica rallenta le malattie degli anziani

Invecchiare significa necessariamente stare peggio, muoversi meno e rinunciare progressivamente alla propria autonomia?

No.

Con l’avanzare dell’età aumenta la probabilità di sviluppare artrosi, perdita di forza, problemi di equilibrio, dolore cronico e altre condizioni di salute. Ma età anagrafica e capacità funzionale non sono la stessa cosa.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla oggi di healthy ageing, o invecchiamento sano: non significa necessariamente essere privi di malattie, ma cercare di mantenere quelle capacità fisiche e mentali che ci permettono di continuare a vivere bene e fare ciò che per noi è importante.

L’obiettivo quindi non è “fermare l’invecchiamento”.

È aggiungere vita agli anni, preservando il più possibile movimento, forza, equilibrio, autonomia e partecipazione alla vita quotidiana.

Non esiste un anziano “standard”

Due persone di 70, 80 o persino 90 anni possono avere capacità completamente diverse.

Una può essere ancora autonoma, viaggiare, camminare e praticare sport. Un’altra, alla stessa età, può avere importanti limitazioni.

Per questo l’OMS sottolinea che non esiste una persona anziana “tipica”.

Più che chiederci soltanto quanti anni abbia una persona, dovremmo domandarci:

  • Come cammina?
  • Quanto è forte?
  • Come mantiene l’equilibrio?
  • Quanto è autonoma?
  • Quanto si muove?
  • Come dorme?
  • Come stanno le sue capacità cognitive?
  • Riesce ancora a svolgere le attività che ama?

Sono domande che spostano l’attenzione dalla sola presenza di una malattia alla funzione della persona.

La capacità funzionale: cosa significa veramente invecchiare bene

L’OMS utilizza anche il concetto di intrinsic capacity, cioè l’insieme delle capacità fisiche e mentali di una persona.

Comprende funzioni fondamentali come muoversi, pensare, ricordare, vedere, sentire e mantenere vitalità.

Con l’età alcune di queste capacità possono diminuire.

Ma la velocità e l’entità di questo cambiamento sono estremamente diverse da persona a persona.

Ed è proprio qui che stile di vita, prevenzione, esercizio e controllo dei fattori di rischio possono fare una grande differenza.

Il movimento è uno dei pilastri dell’invecchiamento sano

Su questo le evidenze scientifiche sono particolarmente solide.

L’attività fisica regolare negli anziani è associata a benefici sulla salute cardiovascolare, metabolica, mentale, cognitiva, ossea e funzionale.

Ma con l’avanzare dell’età non è importante soltanto camminare.

Dobbiamo cercare di preservare anche:

forza muscolare, equilibrio, coordinazione e mobilità.

L’OMS raccomanda, quando le condizioni individuali lo consentono, attività aerobica regolare, esercizi di rinforzo muscolare e attività multicomponente che stimolino equilibrio e forza funzionale.

Il messaggio è importante: anche dopo i 60, 70 o 80 anni il corpo deve continuare a muoversi e ad essere stimolato.

La forza muscolare è un patrimonio da proteggere

Con l’età possiamo progressivamente perdere massa e soprattutto forza muscolare.

Quando questa perdita diventa significativa può diventare più difficile:

  • alzarsi da una sedia;
  • fare le scale;
  • camminare a lungo;
  • recuperare l’equilibrio dopo un inciampo;
  • svolgere autonomamente le attività quotidiane.

Per questo il rinforzo muscolare nell’anziano non è soltanto una questione estetica.

È una componente della salute funzionale e dell’autonomia.

Naturalmente l’esercizio deve essere adattato alla persona, soprattutto in presenza di artrosi, osteoporosi, problemi cardiovascolari o altre patologie.

Equilibrio: una funzione da preservare

L’equilibrio dipende dall’interazione tra cervello, vista, sistema vestibolare, sensibilità propriocettiva, muscoli e articolazioni.

Con l’età alcuni di questi sistemi possono diventare meno efficienti.

Per questo è importante non aspettare necessariamente la prima caduta per iniziare a occuparsi dell’equilibrio.

Se una persona comincia a camminare più lentamente, cerca frequentemente un appoggio, inciampa più spesso o ha paura di cadere, è utile cercarne la causa.

Anche il cervello ha bisogno di movimento

Camminare, mantenere l’equilibrio, coordinare occhi, testa e corpo e adattarsi all’ambiente richiedono una continua elaborazione di informazioni da parte del sistema nervoso.

Corpo e cervello non lavorano separatamente.

L’attività fisica è infatti uno dei fattori associati al mantenimento della salute cerebrale durante l’invecchiamento.

Ma non è l’unico.

Salute cardiovascolare e metabolica, sonno, udito, vista, stimolazione cognitiva, alimentazione e relazioni sociali fanno parte di una strategia molto più ampia.

Non esiste una singola terapia capace di fermare l’invecchiamento del cervello.

Esistono invece molti fattori sui quali possiamo cercare di intervenire.

Quale ruolo può avere la chiropratica?

Su questo punto vogliamo essere molto chiari.

Non esistono evidenze sufficienti per affermare che la chiropratica rallenti l’invecchiamento o la progressione delle malattie degenerative.

La chiropratica non cura l’Alzheimer, il Parkinson, l’osteoporosi o l’artrosi attraverso una manipolazione vertebrale.

Sarebbe scientificamente scorretto sostenerlo.

Ma dolore, rigidità e limitazione della mobilità possono rendere progressivamente più difficile muoversi.

E quando una persona si muove meno può perdere ulteriormente forza, sicurezza e capacità funzionale.

È in questo contesto che la chiropratica, quando appropriata, può essere inserita all’interno di un percorso più ampio dedicato alla gestione di alcuni problemi muscoloscheletrici e al mantenimento della mobilità.

Virginia e Sergio: due persone, una stessa idea di invecchiamento

Tra le tante persone che abbiamo seguito negli anni, Virginia e Sergio sono rimasti particolarmente impressi nella nostra memoria.

Li chiamavamo affettuosamente: “la nonna dal ciuffo verde e il nonno che aveva battuto Fognini”.

La loro storia rappresenta bene quello che intendiamo quando parliamo di mantenere funzione, passioni e autonomia con l’avanzare dell’età.

Virginia e il suo ciuffo verde

Quando Virginia arrivò nel nostro Studio soffriva da mesi di dolore lombosacrale e sciatalgia associati a un’ernia discale espulsa. Presentava inoltre artrosi e osteoporosi. (milanochiropratica.com)

Era sempre stata una donna molto attiva.

Amava cucinare, lavorare all’uncinetto e soprattutto occuparsi del suo giardino.

Ma il dolore aveva progressivamente ridotto la sua vita quotidiana.

Faceva fatica a rimanere in piedi e a chinarsi. Attività che prima erano normali erano diventate difficili e aveva progressivamente rinunciato a molte delle cose che le davano piacere. (milanochiropratica.com)

Proprio per la sua età e fragilità, il percorso chiropratico venne adattato utilizzando tecniche molto delicate. Anche il marito Sergio la accompagnava costantemente, sostenendola durante il percorso. (milanochiropratica.com)

Poi un giorno Virginia entrò nello Studio con qualcosa che non vedevamo da tempo: un ciuffo verde smeraldo tra i capelli argento.

Ci raccontò che quello era sempre stato il suo stile, ma nel periodo in cui stava male aveva perso persino la voglia di andare dal parrucchiere e incontrare altre persone.

Il ritorno del ciuffo verde rappresentava per lei qualcosa di molto più importante del colore dei capelli.

Stava ricominciando a sentirsi Virginia.

Nel corso del percorso riferì una progressiva riduzione dei sintomi e recuperò attività che aveva abbandonato. Successivamente integrò il lavoro con esercizi e Back School. (milanochiropratica.com)

È importante precisarlo: la storia di Virginia è un’esperienza individuale e non dimostra che lo stesso risultato possa essere ottenuto in ogni paziente.

Ma racconta bene quanto recuperare movimento possa significare anche recuperare indipendenza, fiducia e qualità della vita.

Sergio, il tennis e una passione che non conosce età

Sergio aveva invece una storia completamente diversa.

Sportivo da sempre, da ragazzo aveva giocato nel Milan di Nereo Rocco prima di abbandonare il percorso calcistico per lavorare in banca. Successivamente il tennis era diventato la sua grande passione. (milanochiropratica.com)

Aveva partecipato a numerosi tornei e raccontava con orgoglio di essere riuscito, in uno di questi, a battere un giovanissimo Fabio Fognini.

Nel vecchio articolo, quando Sergio aveva 89 anni, continuava ancora a giocare a tennis una volta alla settimana. (milanochiropratica.com)

Dopo aver accompagnato Virginia durante il suo percorso decise di sottoporsi anche lui a trattamenti chiropratici.

Riferiva benefici soprattutto nella mobilità, nell’equilibrio e nel recupero dopo l’attività sportiva. (milanochiropratica.com)

Anche in questo caso parliamo di un’esperienza personale, non della prova che la chiropratica produca necessariamente questi effetti in tutti gli anziani.

Ma Sergio ci ricorda una cosa importante: l’obiettivo dell’invecchiamento sano non è trasformare una persona anziana in una persona giovane. È permetterle, quando possibile, di continuare a fare ciò che ama.

Per Sergio significava continuare a impugnare una racchetta.

Per Virginia significava tornare al suo giardino, alle sue attività e persino al suo ciuffo verde.

Un anziano fragile deve essere trattato diversamente

Virginia rappresenta anche un altro principio fondamentale del nostro approccio.

Una persona di 80 anni con osteoporosi, artrosi o precedenti fratture non può essere trattata come un atleta di 20 anni.

Non significa semplicemente utilizzare “meno forza”.

Significa valutare diversamente il paziente.

Quando indicato utilizziamo tecniche manuali dolci e progressive, adattate alla condizione individuale e integrate, quando necessario, con valutazione medica, fisioterapia ed esercizio terapeutico.

La sicurezza viene prima della tecnica.

I 7 pilastri dell’invecchiamento sano

Se dovessimo sintetizzare ciò che oggi sappiamo sul mantenimento della salute funzionale con l’età, partiremo da sette principi:

  1. Muoversi regolarmente, limitando la sedentarietà.
  2. Mantenere la forza muscolare con esercizi adeguati alle proprie condizioni.
  3. Allenare equilibrio e coordinazione, soprattutto con l’avanzare dell’età.
  4. Proteggere la salute cardiovascolare e metabolica, controllando i principali fattori di rischio.
  5. Curare alimentazione e sonno.
  6. Continuare a stimolare il cervello, imparando e coltivando interessi.
  7. Mantenere relazioni sociali e passioni, continuando a fare ciò che dà significato alla propria vita.

Non esiste una scorciatoia per l’invecchiamento sano.

Ma esistono molte cose concrete che possiamo fare.

In conclusione: aggiungere vita agli anni

Non possiamo fermare il tempo.

E non possiamo promettere che una terapia impedisca l’invecchiamento o le malattie che possono accompagnarlo.

Possiamo però cercare di proteggere ciò che rende una persona indipendente: movimento, forza, equilibrio, autonomia, interessi e relazioni.

Virginia e Sergio ce lo ricordano molto bene.

Invecchiare bene non significa necessariamente non avere artrosi, osteoporosi o altri problemi.

Significa cercare di continuare a essere se stessi nonostante gli anni.

Per questo, a Milano Chiropratica, quando ci occupiamo di una persona anziana il nostro obiettivo non è semplicemente trattare una colonna vertebrale.

È contribuire, all’interno di un percorso sanitario appropriato e multidisciplinare, a preservare il più possibile movimento, funzione e autonomia.

Domande frequenti

È inevitabile perdere autonomia con l’età?
No. L’invecchiamento comporta cambiamenti biologici, ma le capacità fisiche e mentali possono essere molto differenti tra persone della stessa età. Movimento, esercizio e controllo dei fattori di rischio possono contribuire al mantenimento della capacità funzionale.

Camminare è sufficiente dopo i 65 anni?
Camminare è molto utile, ma le raccomandazioni internazionali suggeriscono di affiancare attività di forza, equilibrio e coordinazione.

La chiropratica rallenta l’invecchiamento?
Non esistono evidenze sufficienti per affermarlo. La chiropratica può invece essere utilizzata, quando appropriata, nella gestione di alcuni problemi muscoloscheletrici e all’interno di un programma più ampio volto a mantenere mobilità e funzione.

Una persona con osteoporosi può essere trattata?
L’osteoporosi richiede una valutazione specifica. Fragilità ossea, età, precedenti fratture e condizioni individuali modificano le indicazioni e le tecniche eventualmente utilizzabili.

Si può migliorare forza ed equilibrio anche in età avanzata?
In molti casi sì. Esercizi adattati alla persona possono essere utilizzati anche negli anziani per allenare forza, equilibrio e capacità funzionale.

Riferimenti scientifici principali

World Health Organization. Healthy ageing and functional ability.

World Health Organization. WHO Guidelines on Physical Activity and Sedentary Behaviour. Geneva: WHO; 2020.

World Health Organization. Physical activity and sedentary behaviour: a brief to support older people. 2022.

World Health Organization. Promoting physical activity for older people: a toolkit for action. 2023.

World Health Organization. Integrated Care for Older People (ICOPE): guidance and recommendations on intrinsic capacity and functional ability.

dimostrerebbero che la chiropratica rallenta artrosi, osteoporosi o invecchiamento. (milanochiropratica.com)

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