La chiropratica riduce lo stress e agisce sugli attacchi di panico
Gli attacchi di panico (detti anche crisi d’ansia) sono episodi di improvvisa ed intensa paura o di una rapida escalation dell’ansia normalmente presente. Sono accompagnati da sintomi somatici e cognitivi, quali palpitazioni, sudorazione improvvisa, tremore, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, vertigini, paura di morire o di impazzire, brividi o vampate di calore.
Chi ha provato gli attacchi di panico li descrive come un’esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, almeno la prima volta. E’ ovvio che la paura di un nuovo attacco diventa immediatamente forte e dominante.
Il singolo episodio, quindi, sfocia facilmente in un vero e proprio disturbo di panico, più per “paura della paura” che altro.
Come si manifesta un attacco di panico
La persona si trova rapidamente invischiata in un tremendo circolo vizioso che spesso si accompagna alla cosiddetta “agorafobia“, ovvero l’ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto, nel caso di un attacco di panico inaspettato.
Con la paura degli attacchi di panico diventa quindi più difficile uscire di casa da soli, viaggiare in treno, autobus o guidare l’auto, stare in mezzo alla folla o in coda, e cosi via.
Evitare tutte le situazioni potenzialmente ansiogene diviene la modalità prevalente.
La persona diventa schiava dei suoi attacchi di panico spesso costringendo i propri familiari a non lasciarla mai sola.
Disturbo di panico: caratteristiche essenziali
La caratteristica essenziale del Disturbo di Panico è la presenza di attacchi di panico ricorrenti, inaspettati, seguiti da almeno un mese di preoccupazione persistente di avere un altro attacco di panico.
La persona si preoccupa delle possibili implicazioni o conseguenze degli attacchi d’ansia e cambia il proprio comportamento in conseguenza degli attacchi, principalmente evitando le situazioni in cui teme che essi possano verificarsi.
Frequenza e imprevedibilità degli attacchi di panico
Il primo attacco di panico è generalmente inaspettato, per cui il soggetto si spaventa enormemente e, spesso, ricorre al pronto soccorso; gli attacchi successivi possono diventare più prevedibili.
L’attacco di panico isolato e inaspettato è un’esperienza molto frequente nel mondo occidentale: indagini sull’incidenza degli attacchi di panico, condotte tra studenti di College americani, hanno evidenziato percentuali variabili tra il 6% e il 51%, mentre analoga indagine svolta tra studenti italiani ha riscontrato una percentuale del 32%. A livello mondiale le percentuali di prevalenza in un anno oscillano tra lo 0,5% e l’1%; nei campioni clinici il disturbo viene diagnosticato nel 10% dei casi inviati per un consulto psichiatrico.
Prevalenza e distribuzione del disturbo di panico
Nonostante l’elevata incidenza degli attacchi di panico, solo una piccola parte di individui che sperimentano questi sintomi sviluppa in seguito un disturbo.
La maggior parte delle volte gli attacchi di panico restano infatti episodi isolati, che non comportano conseguenze dal punto di vista clinico. Se, tuttavia, si ripetono con una certa frequenza possono evolvere in un disturbo clinicamente significativo: il disturbo di panico con o senza agorafobia.
Età di esordio e prevalenza per genere
L’età di esordio del disturbo di panico si colloca tra l’adolescenza ed i 30/35 anni. I soggetti più comunemente colpiti hanno tra i 25 ed i 45 anni di età. Tra le persone più anziane vi sono tassi di prevalenza minori, che indicano, soprattutto, una presenza rara del disturbo negli individui al di sopra dei 65 anni.
Il disturbo di panico ha frequenza 2-3 volte superiore nelle donne rispetto agli uomini.
Disturbo di panico e residenza: il fattore urbano
È risultata inoltre significativa l’associazione tra disturbo di panico e residenza in città, che indica una maggior probabilità di sviluppare questo tipo di disturbo negli individui che vivono in zone urbane rispetto a quelli che risiedono in campagna.
Trattamento del disturbo di panico: la terapia cognitivo-comportamentale
Nella cura degli attacchi di panico con o senza agorafobia e dei disturbi d’ansia in generale, la forma di psicoterapia che la ricerca scientifica ha dimostrato essere più efficace, nei più brevi tempi possibile, è quella “cognitivo-comportamentale“. Si tratta di una psicoterapia breve, a cadenza settimanale, in cui il paziente svolge un ruolo attivo nella soluzione del proprio problema e, insieme al terapeuta, si concentra sull’apprendimento di modalità di pensiero e di comportamento più funzionali alla cura degli attacchi di panico, nell’intento di spezzare i circoli viziosi del disturbo.
Cura farmacologica degli attacchi di panico e dell’agorafobia
La cura farmacologica degli attacchi di panico e dell’agorafobia, per quanto spesso sconsigliabile (almeno come unico trattamento), si basa fondamentalmente su due classi di farmaci: benzodiazepine e antidepressivi, spesso impiegati in associazione.
Prevenzione e identificazione delle cause degli attacchi di panico
Riconoscere ed identificare le cause che contribuiscono ad innescare ed alimentare gli attacchi di panico vuol dire poter arricchire, in un ottica di intervento e prevenzione, gli strumenti clinici necessari alla cura dell’ansia e degli attacchi di panico. La letteratura e l’esperienza clinica concordano nel ritenere che il primo attacco di panico è spesso preceduto da eventi stressanti significativi sia di natura psicologica che fisica.
Attacchi di panico in persone serene: il ruolo dei fattori stressanti
- Lo stress psicologico può essere rappresentato da eventi di vita quali possono essere separazioni,divorzi, lutti, licenziamenti, trasferimenti, problemi sentimentali, problemi finanziari, incomprensioni coniugali ma anche matrimoni, nascita di figli, promozioni e altri eventi correlati con un significativo aumento del senso della responsabilità e quindi dell’ansia, della tensione e dello stress.
- Lo stress fisico può essere rappresentato da condizioni di esaurimento, affaticamento da eccessivo lavoro, abuso di droghe e alcol, scarso sonno, diete esagerate, ipoglicemia e varie altre condizioni cliniche.
Perché la Chiropratica può essere utile?
Quando la mente è in equilibrio il corpo la segue sempre”.
Dr Bob Hoffman D.C.
Più in generale, la chiropratica aiuta le persone attraverso la correzione delle interferenze vertebrali lungo la colonna che possono impedire una corretta trasmissione neurologica all’interno del nostro sistema nervoso.
Il cervello e il controllo delle funzioni corporee
Il cervello ha il compito di controllare e coordinare ogni funzione all’interno dell’organismo ed utilizza una vasta rete di nervi che, come in un sistema di cavi, comunica con ogni cellula, tessuto, organo del corpo.
Il midollo spinale: la via di trasmissione dei messaggi nervosi
Il midollo spinale è il “cavo” principale che porta e trasferisce i messaggi dal cervello al corpo e viceversa e si sviluppa lungo la nostra schiena, protetto da una parete ossea, la colonna vertebrale. Anche se le ossa della spina dorsale hanno il compito di proteggere il midollo spinale, può succedere che, se una vertebra perde il suo normale allineamento, a causa di traumi, posture incorrette, stress psicologico e biochimico, può creare un’interferenza nella normale trasmissione nervosa lungo il midollo spinale: questo processo è chiamato sublussazione vertebrale.
Sublussazione vertebrale: cause e conseguenze
La sublussazione vertebrale può a sua volta causare dei danni all’interno del nostro corpo dipendentemente dal livello vertebrale dove sono localizzate: si possono sperimentare dolori, tensioni muscolari, asimmetrie posturali, stanchezza cronica, perdita di lucidità, cambiamento d’umore e, con il tempo, si possono avere anche problemi enterici come vista offuscata, tachicardia, difficoltà respiratorie o asma, e problemi gastrointestinali.
La sublussazione vertebrale può quindi dare sintomi che possono essere prevedibili o imprevedibili ed in ogni caso questo può danneggiare il normale funzionamento del nostro organismo.
Il trattamento chiropratico per il ripristino della funzionalità vertebrale
Il chiropratico ha il compito di individuare la vertebra o le vertebre fuori asse (sublussate) e correggerle con un trattamento specifico ed indolore, con lo scopo di eliminare il processo infiammatorio in atto causato dalla sublussazione vertebrale e, ancor più, permettere il ritorno della normale funzionalità nervosa.
Attacchi di panico e reazione vaso-vagale
Per entrare più nello specifico, con un attacco d’ansia, che sia o meno degenerato in disturbo di panico, si ha una REAZIONE VASO-VAGALE in atto.
Il cranio ha dodici coppie di nervi, quello vago è il decimo, si ramifica in due parti (destro e sinistro) ed è il nervo più lungo che abbiamo nel corpo umano (parte dal collo e arriva all’addome).
Il nervo vago ha un ruolo fondamentale nella regolazione di funzioni importanti come ad esempio quella gastrointestinale e la frequenza cardiaca.
La reazione vagale è un disturbo o meglio di un’alterazione di funzionamento che colpisce, appunto, il nervo vago e che può dare i classici sintomi più comuni legati al panico.
Sublussazione cervicale e disturbi ansiogeni: l’approccio chiropratico
La grande maggioranza di persone che ha sperimentato disturbi ansiogeni o reazioni legate al panico, presenta, da un punto di vista chiropratico, almeno una sublussazione alta-cervicale (tra C0 e C2) che può comportare un’interferenza di trasmissione nervosa sul nervo vago che esce e si dirama poi verso l’addome proprio a livello delle prime tre vertebre cervicali.
Questa interferenza creare una situazione di ipereccitabilità neuronale che a sua volta può scatenare la reazione vaso-vagale.
In queste persone è inoltre opportuno, da parte del chiropratico, valutare la presenza di sublussazioni anche a livello toracico; liberare “blocchi” vertebrali toracici è fondamentale per favorire una postura generale più corretta e meno “chiusa” e di conseguenza facilitare una respirazione completa e funzionale che favorisca un maggiore apporto di ossigeno al nostro organismo durante un attacco ansiogeno, il quale a sua volta faciliti una graduale ma definitiva diminuzione dei sintomi.
E’ perciò molto importante controllare la colonna vertebrale, oltre ad un normale trattamento psicologico, nel caso si soffra di questi disturbi che possono comprotmettere la conduzione di una vita normale e sana.
Uno stile di vita sano ed equilibrato ed una regolare cura chiropratica sono indispensabili per vivere al meglio e in continuo benessere, nonostante i numerosi stress chimici, fisici ed emotivi che possono affliggerci e nonostante le numerose preocupazioni che fanno inevitabilmente parte della vita di tutti.
La correzione delle sublussazioni vertebrali permette al nostro sistema e nervoso e di conseguenza al nostro corpo di vivere meglio e al pieno delle proprie possibilità e capacità.
La cura chiropratica non ha il compito diretto di curare il disturbo di panico o una specifica malattia bensì di migliorare le funzioni del nostro sistema nervoso; proprio per questo motivo integrare uno stile di vita sano, una cura regolare presso uno psicologo di fiducia e il trattamento chiropratico è sicuramente il modo più sano e migliore per ridurre i sintomi legati all’ansia, ridurre eventuali episodi di panico e per vivere più sereni rendendo il nostro corpo più forte e resistente agli stress esterni che ci circondano.
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