Come la chiropratica allevia i dolori post tennis

Come la chiropratica allevia i dolori post tennis

Dal punto di vista fisico e biomeccanico, il tennis è uno sport caratterizzato da movimenti asimmetrici e ripetitivi che richiedono un impatto costante e preciso con la palla. La pratica di questi sport, pur essendo estremamente appagante dal punto di vista fisico e mentale, richiede però un’attenzione particolare alla prevenzione e alla cura delle articolazioni, sia attraverso un corretto allenamento che mediante strategie di recupero adeguate.

In questo contesto, sono molto frequenti infortuni di vario genere e più in generale dolori post tennis. La chiropratica permette non solo di alleviare i dolori dopo l’allenamento ma anche di indagare eventuali disfunzioni neurologiche e sublussazioni vertebrali che potrebbero essere alla base dell’insorgenza del problema.

Perchè compaiono i dolori post tennis

Il tennis si basa su un costante e intenso utilizzo delle articolazioni dell’arto superiore, necessario per garantire la corretta esecuzione del gesto tecnico e il trasferimento di forza alla palla. Questo genera sollecitazioni significative, soprattutto su spalle, gomiti e polsi.

Oltre alle sollecitazioni biomeccaniche derivanti dall’impatto della palla con la racchetta, entra in gioco anche la forza aggiuntiva necessaria per imprimere velocità e spin alla palla, al fine di rendere ogni colpo efficace e competitivo.

Un ulteriore elemento da tenere in considerazione è rappresentato dalle vibrazioni trasmesse dalla racchetta al momento del contatto con la palla, che possono essere molto forti.

Le vibrazioni, sebbene rappresentino uno stimolo biomeccanico e neurologico, possono avere conseguenze a lungo termine. Ogni colpo trasferisce una vibrazione dall’attrezzo all’arto superiore, che attraverso il plesso brachiale e i recettori nervosi risale fino al cervello sotto forma di impulso elettrico, stimolando specifiche aree cerebrali. Tuttavia, questo stimolo continuo può contribuire all’accelerazione del processo degenerativo delle articolazioni e può creare un sovraccarico anche all’emisfero cerebrale associato all’arto che impugna la racchetta creando uno squilibrio neurologico funzionale.

In questo scenario, gli infortuni alle caviglie, le lesioni alle ginocchia e le problematiche croniche come tendiniti e tendinopatie sono piuttosto comuni. A ciò si aggiungono disturbi specifici legati al tennis, tra cui l’epicondilite laterale (nota come “gomito del tennista”, di cui parleremo nello specifico nel prossimo paragrafo).

Un altro aspetto rilevante è la varietà delle superfici su cui si pratica il tennis, tra cui il cemento, che esercita un’elevata pressione sulle articolazioni di caviglie e ginocchia. I tendini dei muscoli tibiali e peronei, coinvolti in movimenti come ammortizzamenti, frenate, ripartenze e salti, sono particolarmente soggetti a infiammazioni a causa dello stress ripetuto.

Il gomito del tennista o epicondilite

Il gomito del tennista, o epicondilite laterale, è una condizione dolorosa spesso associata al tennis, ma in realtà può colpire chiunque utilizzi ripetutamente il braccio e la mano in attività che richiedono forza o precisione. Si tratta di un’infiammazione o una degenerazione dei tendini che si attaccano all’epicondilo laterale, una piccola protuberanza ossea sulla parte esterna del gomito.

Questa problematica nasce spesso a causa dei movimenti ripetitivi tipici del tennis, come quelli necessari per impugnare una racchetta. Non a caso, anche se è molto comune tra i tennisti, il gomito del tennista può colpire anche chi non ha mai messo piede su un campo da gioco. Nel tennis, però, il gesto del rovescio è particolarmente critico, soprattutto se eseguito con una tecnica sbagliata o utilizzando una racchetta non adatta.

Chi soffre di gomito del tennista lamenta un dolore che parte dalla parte esterna del gomito e può estendersi lungo l’avambraccio, rendendo difficile persino stringere la mano o sollevare una tazza di caffè. Spesso, anche i gesti più semplici diventano una sfida: ruotare una chiave, portare una borsa o persino scrivere al computer può causare fastidio. La presa si indebolisce e la sensazione di rigidità, soprattutto al mattino, è piuttosto comune.

Fortunatamente, nella maggior parte dei casi non è necessario ricorrere a trattamenti invasivi. Il primo passo è ridurre il sovraccarico, modificando o interrompendo le attività che provocano dolore. Il ghiaccio aiuta a gestire i sintomi, mentre l’utilizzo di un tutore per il gomito può dare sollievo durante le attività quotidiane. Un buon chiropratico è spesso fondamentale per alleviare il dolore e prevenire future ricadute.

Come alleviare i dolori dopo il tennis con la chiropratica

Chiropractic gives me the flexibility I need to keep in the game – Venus Williams
ovvero: La chiropratica mi dà la flessibilità di cui ho bisogno per restare in gioco.

Le ripetute torsioni, gli scatti improvvisi, i salti e i colpi potenti del tennis possono mettere a dura prova le articolazioni, i muscoli e la colonna vertebrale. Non sorprende, quindi, che persino atleti d’élite come Venus Williams, icona del tennis mondiale, abbiano trovato nella chiropratica un prezioso alleato per affrontare al meglio le sfide del campo.

Anche la sorella minore Serena Williams, numero uno del circuito per molti anni, ha dichiarato che la chiropratica è stata molto importante per la sua carriera. Infatti in un articolo apparso anche sulla Gazzetta dello Sport, Serena dichiara che va regolarmente tutte le settimane a farsi trattare dal chiropratico di fiducia e che i trattamenti aumentano con l’avvicinarsi di un torneo (talvolta giornalmente), fino ad assistere l’atleta anche durante le gare.

La chiropratica si concentra sul ripristino del corretto allineamento della colonna vertebrale e sull’equilibrio muscolo-scheletrico, riducendo il dolore e migliorando la funzionalità del corpo. Per i tennisti, questo approccio può fare una grande differenza.

Ma non si tratta solo di un trattamento da eseguire a posteriori, dopo l’allenamento: il valore del lavoro che svolgiamo in Milano Chiropratica sta nel proporre un percorso che tiene conto della cause scatenanti e della possibilità che ci siano deficit funzionali a livello neurologico.

In tal caso, la reattività e la coordinazione, indispensabili nel tennis, sono i primi che vengono meno ed è per questo che noi chiropratici utilizziamo e testiamo questi tre fattori quotidianamente come parametri di valutazione del paziente per cercare e trovare le disfunzioni neurologiche e le sublussazioni vertebrali su cui intervenire.

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