Dolore al braccio sinistro: quando è ernia

Dolore al braccio sinistro: quando è ernia

Un dolore al braccio sinistro mette subito in allerta: il pensiero corre veloce all’infarto. Non stupisce dato che in Italia si è passati da circa 5000 a oltre 6000 casi (come sostenuto dal cardiologo Furio Colivicchi, presidente dell’Anmco – Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri) e che ogni anno in Italia si verificano circa 150.000 casi di infarto miocardico acuto (Audit ANMCO – maggio 2024).

E per quanto sia giusto non sottovalutare mai un sintomo simile, è importante sapere che non sempre si tratta di un problema cardiaco. Esistono infatti diverse cause muscolo-scheletriche e neurologiche che possono provocare questo tipo di dolore, tra cui una delle più comuni è l’ernia cervicale.

In questo articolo vediamo insieme quando il dolore al braccio sinistro è un segnale di infarto e quando invece potrebbe essere collegato a un problema alla colonna cervicale, come nel caso della cervicobrachialgia causata da ernia.

Quando il dolore al braccio è infarto

Partiamo dalla situazione più urgente: l’infarto del miocardio. Il dolore al braccio sinistro è uno dei sintomi classici, ma non è mai isolato. In genere, si manifesta in un contesto preciso, accompagnato da altri segnali di allarme.

I sintomi tipici dell’infarto sono:

  • dolore toracico oppressivo, costrittivo, che può irradiarsi al braccio sinistro, alla spalla, alla mandibola o alla schiena;
  • sudorazione fredda profusa e improvvisa, senza causa apparente;
  • nausea o vomito;
  • respiro corto (dispnea);
  • sensazione di angoscia, debolezza, vertigini.

Il dolore al braccio in caso di infarto è spesso improvviso, profondo, sordo e non cambia con i movimenti. Può durare diversi minuti, peggiorare nel tempo e non si allevia con il riposo.

In presenza di questi sintomi, occorre chiamare immediatamente il 112. Non bisogna aspettare o sottovalutare i segnali.

Dolore al muscolo del braccio sinistro causato da cervicobrachialgia

Quando non ci sono sintomi sistemici o segni tipici dell’infarto, il dolore al braccio sinistro può avere tutt’altra origine: una delle più comuni è la cervicobrachialgia.

Si tratta di un’infiammazione dei nervi cervicali che si irradiano lungo il braccio. Nella maggior parte dei casi è causata da un’ernia del disco cervicale, che comprime o irrita le radici nervose.

I sintomi della cervicobrachialgia sono:

  • dolore che parte dal collo e si irradia verso la spalla, il braccio e talvolta fino alla mano;
  • formicolio, intorpidimento o bruciore al braccio sinistro;
  • difficoltà nei movimenti o perdita di forza muscolare;
  • dolore che peggiora con determinati movimenti del collo, come ruotarlo o inclinarlo;
  • dolore che può essere intermittente o continuo, ma generalmente migliora con il riposo e cambia in base alla posizione.

A differenza del dolore cardiaco, qui il problema è di natura meccanica e neurologica, e spesso si accompagna a una rigidità cervicale o a una postura scorretta mantenuta a lungo (ad esempio al lavoro, davanti al computer).

Quando il dolore al braccio sinistro è ernia: cosa fa Milano Chiropratica

Se il dolore è causato da un’ernia cervicale, la chiropratica, soprattutto quando si adotta una visione globale del problema, può essere la soluzione. Nel nostro Studio Mazzini Milano Chiropratica, i nostri professionisti non si limitano ad “aggiustare” la colonna in modo meccanico: l’intervento è molto più profondo e personalizzato, grazie a un approccio basato sulla neurologia funzionale.

Partendo dal presupposto che molti disturbi, tra cui il dolore al braccio da ernia, derivano da uno squilibrio nel modo in cui il cervello riceve ed elabora le informazioni, sappiamo che se utilizzassimo solo la parte biomeccanica della chiropratica non potremmo risolvere il 93% dei casi che chiedono il nostro aiuto.

Per questo motivo l’intervento chiropratico viene quindi adattato caso per caso, tenendo conto di:

  • postura globale del paziente;
  • risposte neuromotorie e cognitive;
  • interazioni tra sistema nervoso, muscoli e articolazioni;
  • tecniche specifiche.

Usiamo tecniche non invasive, frutto di anni di esperienza e ricerca scientifica. Ogni trattamento è personalizzato: non esiste una “manovra standard”, ma una valutazione attenta delle cause del dolore e delle condizioni del paziente.

In definitiva, grazie alla neurologia funzionale, la chiropratica non si limita a spegnere un sintomo, ma riattiva il sistema di comunicazione del corpo, aiutandolo a guarire in modo autonomo, naturale e duraturo.

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