Reflusso: sintomi e trattamento con la chiropratica

Reflusso: sintomi e trattamento con la chiropratica

Il reflusso gastroesofageo è una condizione che molti di noi conoscono bene, anche solo per averla sperimentata occasionalmente. Quella fastidiosa sensazione di bruciore che risale dallo stomaco fino alla gola, a volte accompagnata da un sapore acido o amaro in bocca, è un sintomo comune del reflusso. Ma da cosa dipende? E quali sono le cause che lo scatenano e soprattutto come risolverlo?

In questo articolo capiremo qualcosa di più di un fenomeno che interessa tanti italiani e che è gestibile e risolvibile grazie alla chiropratica.

Le cause del reflusso gastroesofageo

Il reflusso avviene quando il contenuto dello stomaco risale nell’esofago, che collega la bocca allo stomaco. Normalmente, questo non dovrebbe succedere, perché c’è una sorta di valvola – lo sfintere esofageo inferiore – che si chiude per evitare che il cibo e i succhi gastrici tornino indietro. Ma quando questa valvola non funziona come dovrebbe, ecco che si verifica il reflusso.

La lista dei fattori che possono scatenarlo è lunga, ma spesso le cause sono più vicine alla nostra quotidianità di quanto immaginiamo.

Un’alimentazione sbagliata è uno dei primi imputati. Cibi particolarmente grassi, fritti, il cioccolato e persino una semplice tazza di caffè possono irritare lo stomaco e rendere lo sfintere meno efficace. Anche le bevande alcoliche o gassate possono avere lo stesso effetto, soprattutto se abbinate a pasti abbondanti o consumate poco prima di andare a dormire.

Ma non è solo ciò che mangiamo a fare la differenza. Lo stile di vita gioca un ruolo fondamentale. Ad esempio, il sovrappeso è una delle cause principali del reflusso: il peso in eccesso aumenta la pressione sull’addome, favorendo la risalita del contenuto dello stomaco. Lo stesso può accadere in gravidanza, quando l’utero in crescita spinge sugli organi interni.

Anche il modo in cui trattiamo il nostro corpo può influire. Fumare, ad esempio, non è solo dannoso per i polmoni, ma può anche peggiorare il reflusso: il fumo rilassa lo sfintere e stimola una maggiore produzione di acido nello stomaco.

E che dire dello stress? Sebbene non sia una causa diretta, può influire negativamente sulla digestione, rendendo più probabile il verificarsi di episodi di reflusso.

Quali sono i sintomi del reflusso gastroesofageo

Il sintomo per eccellenza del reflusso è il bruciore di stomaco, che nonostante il nome non riguarda solo lo stomaco. Si tratta di una sensazione di calore o bruciore che si avverte dietro lo sterno, spesso dopo aver mangiato, soprattutto se ci si è concessi un pasto abbondante o particolarmente ricco. Questo fastidio può peggiorare quando ci si sdraia o ci si piega in avanti, poiché la posizione favorisce la risalita del contenuto gastrico.

Un altro segnale tipico è il rigurgito acido. Immagina di avvertire un sapore amaro o acido in bocca, accompagnato a volte dalla sensazione che il cibo o i succhi gastrici risalgano dallo stomaco. È un’esperienza spiacevole che spesso si verifica di notte o quando si sta sdraiati.

Non tutti associano tosse cronica, raucedine o mal di gola al reflusso, ma questi sintomi possono essere il risultato dell’irritazione causata dai succhi gastrici che raggiungono la gola. Se ti svegli spesso con la gola secca o irritata senza apparente motivo, il reflusso potrebbe essere il colpevole.

Come alleviare il reflusso gastrico

Forse non ci hai mai pensato, ma la salute della tua colonna vertebrale gioca un ruolo fondamentale nel funzionamento del sistema digestivo. La colonna vertebrale, infatti, è collegata a una rete complessa di nervi che inviano segnali a vari organi, incluso lo stomaco. Quando c’è una disfunzione nella colonna, per esempio a causa di blocchi o sublussazioni vertebrali, il flusso dei nervi può essere compromesso. Questo può influire sul modo in cui lo stomaco si contrae e si svuota, aumentando il rischio di reflusso.

Un aspetto spesso trascurato è il ruolo del diaframma, un muscolo cruciale che separa la cavità toracica da quella addominale. Il diaframma non solo regola la respirazione, ma è strettamente connesso al funzionamento dello stomaco e al sistema nervoso. Quando il diaframma è contratto o bloccato, può esercitare una pressione anomala sullo stomaco, aggravando i sintomi del reflusso. Per questo, decontrarre il diaframma è un passo fondamentale nel trattamento del reflusso, soprattutto quando è legato a tensioni muscolari o a stress emotivo.

La chiropratica basata sulla neurologia funzionale si concentra proprio sul miglioramento della funzionalità del sistema nervoso, attraverso aggiustamenti della colonna vertebrale e tecniche mirate al rilassamento del diaframma. Questi interventi aiutano a ripristinare l’equilibrio del corpo e migliorano il processo digestivo.

Dal momento che la chiropratica aiuta a bilanciare il sistema nervoso, riducendo l’attività del sistema nervoso simpatico (responsabile della risposta allo stress, uno dei fattori scatenanti del reflusso), affidarsi alle mani di un chiropratico consente di rilassare i muscoli e ridurre la tensione. Questo è particolarmente importante per chi soffre di reflusso legato a fattori emotivi o stressanti e per chi ha bisogno di ridurre le tensioni a carico del diaframma.

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