
Come tenere in braccio un neonato: la guida
Sembra facile, ma non lo è: tenere in braccio un neonato non è semplice, tant’è che sono in tanti a non volerli tenere per paura di sbagliare. Di fatti, un’azione che richiede attenzione e consapevolezza, sia per il benessere del bambino, sia per quello dell’adulto che lo sostiene.
In questo articolo scopriamo com’è fatta la schiena di un neonato, quali sono i rischi per chi lo tiene in braccio in modo scorretto e soprattutto come farlo correttamente per garantire comfort e sicurezza a entrambi.
Com’è fatta la schiena di un neonato
La colonna vertebrale di un neonato non è ancora completamente sviluppata. Alla nascita, infatti, presenta una forma a “C” chiamata curvatura cifotica primaria. Le curve cervicale e lombare, tipiche dell’adulto, si formano gradualmente nei primi mesi di vita, seguendo lo sviluppo motorio del bambino: la curva cervicale si sviluppa quando il neonato comincia a sollevare la testa, mentre quella lombare si forma quando inizia a stare seduto e poi a camminare.
Fino a quel momento, la schiena del neonato è estremamente delicata: muscoli e legamenti sono ancora in via di formazione e la colonna vertebrale non è pronta a sopportare pressioni o posizioni forzate. Quindi è giusto avere un po’ di timore a prenderli in braccio, ma con i giusti accorgimenti non correrai pericolo.
Cosa rischiamo noi adulti tenendo male un neonato
Tenere in braccio un neonato in modo scorretto può avere ripercussioni su entrambi, bambino e adulto.
Un supporto inadeguato della testa o della schiena può interferire con il corretto sviluppo della colonna vertebrale del neonato, provocare fastidi muscolari e addirittura influire sul sistema nervoso centrale. Se ci fai caso, quando è scomodo il neonato inarca schiena e testa ed è irrequieto.
Per l’adulto, invece, braccia, spalle e soprattutto la zona lombare sono spesso messe sotto sforzo. I genitori, in particolare nei primi mesi, tendono ad assumere posture scorrette e ripetitive che possono causare mal di schiena, tensioni cervicali, dolori lombari o infiammazioni come la sciatica.
Se sei un neogenitore e stai sperimentando dolori alla schiena o fastidi articolari, prenota una visita presso il nostro studio. Una valutazione chiropratica può aiutarti a ritrovare l’equilibrio posturale e affrontare al meglio le sfide della genitorialità.
3 modi per tenere in braccio un neonato correttamente
Ecco tre posizioni consigliate da pediatri e chiropratici per tenere in braccio il tuo bambino nel modo più sicuro ed ergonomico possibile.
1. Posizione a culla (o cradle hold)
È una delle posizioni più usate nei primi mesi. Il corpo del neonato poggia sul braccio dell’adulto, con la testa sostenuta dalla piega del gomito e la schiena ben appoggiata lungo l’avambraccio.
Offre un buon sostegno alla schiena del neonato e permette all’adulto di rilassare spalle e braccia, a patto di mantenere una postura eretta e non inclinarsi in avanti.
2. Posizione verticale sul petto
In questa posizione il neonato è tenuto con il busto verticale contro il petto dell’adulto, con la testa poggiata sulla spalla e una mano che sostiene la schiena.
È ideale per i momenti post-poppata (favorisce il ruttino), permette un buon contatto pelle a pelle e, se ben bilanciata, alleggerisce il carico sulla zona lombare. Attenzione però: assicurati sempre che la testa sia ben sostenuta e che le vie respiratorie siano libere.
3. Posizione sul fianco (o football hold)
Il neonato viene tenuto lungo il fianco dell’adulto, con il corpo parallelo al braccio, come se fosse “cullato” sotto l’ascella. La testa poggia sulla mano e l’avambraccio sostiene la schiena.
Utile durante l’allattamento o per alternare il lato di carico, riduce l’affaticamento di braccia e schiena. Ottima anche per i papà!
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